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SUMMARY:Venti di Levante. Rassegna di artisti iraniani a Mel e Trichiana - 
	MOSTRE E LABORATORI ARTISTICI Nasser Teymourpour
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DESCRIPTION:Opening: 19 settembre ore 17.30\n\nApertura: sabato e domenica 
	dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 nelle seguenti\ndate:\n\n- 20 settembre
	\n\n- 26 e 27 settembre\n\n- 3 e 4 ottobre\n\n- 10 e 11 ottobre\n\nNasser 
	Teymourpour è un artista multidisciplinare anglo-iraniano residente in\nIt
	alia\, la cui pratica trasforma l’intersezione tra arte concettuale\,\nmat
	erialità ed esperienza vissuta in uno spazio di riflessione su potere\,\nv
	iolenza\, memoria e corpo. Formatosi in Design Industriale a Teheran e\nsu
	ccessivamente in Scenografia presso l’Università di Arti Applicate di Vien
	na\n(Die Angewandte)\, ha sviluppato\, nell’arco di quasi venticinque anni
	 di attività\nartistica\, un linguaggio visivo stratificato e autonomo. La
	 sua partecipazione\nalla Prima e alla Seconda Mostra di Arte Concettuale 
	presso il Museo d’Arte\nContemporanea di Teheran\, insieme a otto mostre p
	ersonali e numerose esposizioni\ncollettive in Europa e nell’Asia sud-occi
	dentale\, riflette una ricerca costante\nlegata alle pratiche concettuali 
	e processuali nell’arte contemporanea.\n\nNel suo lavoro\, la materia non 
	è mai soltanto un mezzo espressivo\, ma diventa\nuno spazio attraverso cui
	 il significato viene prodotto\, eroso\, dislocato e\ntrasformato.\n\nQues
	to progetto si fonda sull’idea che l’arte\, oltre a rappresentare o\nrifle
	ttere le realtà sociali e politiche\, possa diventare essa stessa un campo
	\ndi tensione\, interferenza e ridefinizione. Le\n\nquestioni politiche e 
	sociali entrano nelle opere attraverso il processo\, la\nmateria\, la ripe
	tizione\, la rimozione\, il collasso e\, talvolta\, attraverso una\nconcen
	trazione quasi ossessiva sulla forma stessa.\n\nCiò che emerge come centra
	le non è soltanto l’evento\, ma i meccanismi attraverso\ncui la percezione
	 viene prodotta\, orientata e stabilizzata.\n\nIn questo approccio\, guerr
	a\, migrazione\, oppressione\, genere\, corpo e memoria\ncollettiva non si
	 presentano come temi separati\, ma come strati intrecciati\nattraverso cu
	i si delineano differenze tra esperienza vissuta\, discorso\nalternativo\,
	 micro-narrazioni e narrazioni ufficiali o dominanti. Le immagini\noscilla
	no qui tra forma e documento\; diventano luoghi di conflitto in cui\nparol
	e\, simboli e perfino materiali perdono la propria stabilità\, entrando in
	\nuna condizione instabile e intertestuale.\n\nLa mostra comprende un corp
	us multidisciplinare che attraversa pittura\, disegno\,\nstampa\, animazio
	ne\, performance e installazione\, tutte pratiche riconducibili\nall’ambit
	o dell’arte concettuale. In molti di questi media\, il processo di\nrealiz
	zazione costituisce una parte inseparabile del significato dell’opera.\nEr
	osione\, distruzione\, ripetizione e trasformazione materiale non rapprese
	ntano\nsemplici strategie formali\, ma riflettono le stesse condizioni a c
	ui le opere\nfanno riferimento.\n\nIn ultima analisi\, questo progetto ten
	ta di aprire una frattura all’interno\ndelle narrazioni stabilizzate\; uno
	 spazio in cui lo spettatore si confronta non\ncon risposte definitive\, m
	a con una condizione sospesa di percezione\, memoria e\nsignificato.
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LOCATION:Palazzo delle Contesse - Mel di Borgo Valbelluna\, Piazza Papa Luc
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	rong></p><p><strong>Apertura: sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15
	 alle 19 nelle seguenti date:</strong></p><p>- <strong>20 settembre</stron
	g></p><p>- <strong>26 e 27 settembre</strong></p><p>- <strong>3 e 4 ottobr
	e</strong></p><p>- <strong>10 e 11 ottobre</strong></p><p>Nasser Teymourpo
	ur è un artista multidisciplinare anglo-iraniano residente in Italia, la c
	ui pratica trasforma l’intersezione tra arte concettuale, materialità ed e
	sperienza vissuta in uno spazio di riflessione su potere, violenza, memori
	a e corpo. Formatosi in Design Industriale a Teheran e successivamente in 
	Scenografia presso l’Università di Arti Applicate di Vienna (Die Angewandt
	e), ha sviluppato, nell’arco di quasi venticinque anni di attività artisti
	ca, un linguaggio visivo stratificato e autonomo. La sua partecipazione al
	la Prima e alla Seconda Mostra di Arte Concettuale presso il Museo d’Arte 
	Contemporanea di Teheran, insieme a otto mostre personali e numerose espos
	izioni collettive in Europa e nell’Asia sud-occidentale, riflette una rice
	rca costante legata alle pratiche concettuali e processuali nell’arte cont
	emporanea.</p><p>Nel suo lavoro, la materia non è mai soltanto un mezzo es
	pressivo, ma diventa uno spazio attraverso cui il significato viene prodot
	to, eroso, dislocato e trasformato.</p><p>Questo progetto si fonda sull’id
	ea che l’arte, oltre a rappresentare o riflettere le realtà sociali e poli
	tiche, possa diventare essa stessa un campo di tensione, interferenza e ri
	definizione. Le</p><p>questioni politiche e sociali entrano nelle opere at
	traverso il processo, la materia, la ripetizione, la rimozione, il collass
	o e, talvolta, attraverso una concentrazione quasi ossessiva sulla forma s
	tessa.</p><p>Ciò che emerge come centrale non è soltanto l’evento, ma i me
	ccanismi attraverso cui la percezione viene prodotta, orientata e stabiliz
	zata.</p><p>In questo approccio, guerra, migrazione, oppressione, genere, 
	corpo e memoria collettiva non si presentano come temi separati, ma come s
	trati intrecciati attraverso cui si delineano differenze tra esperienza vi
	ssuta, discorso alternativo, micro-narrazioni e narrazioni ufficiali o dom
	inanti. Le immagini oscillano qui tra forma e documento; diventano luoghi 
	di conflitto in cui parole, simboli e perfino materiali perdono la propria
	 stabilità, entrando in una condizione instabile e intertestuale.</p><p>La
	 mostra comprende un corpus multidisciplinare che attraversa pittura, dise
	gno, stampa, animazione, performance e installazione, tutte pratiche ricon
	ducibili all’ambito dell’arte concettuale. In molti di questi media, il pr
	ocesso di realizzazione costituisce una parte inseparabile del significato
	 dell’opera. Erosione, distruzione, ripetizione e trasformazione materiale
	 non rappresentano semplici strategie formali, ma riflettono le stesse con
	dizioni a cui le opere fanno riferimento.</p><p>In ultima analisi, questo 
	progetto tenta di aprire una frattura all’interno delle narrazioni stabili
	zzate; uno spazio in cui lo spettatore si confronta non con risposte defin
	itive, ma con una condizione sospesa di percezione, memoria e significato.
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